27.3.07::..

[ régine chassagne - new york, judson memorial church | foto di kathryn yu ]
seduta su una poltroncina rossa nel mezzanin dell'olympia di parigi, guardo incantata régine chassagne che si muove sulle note di haiti. sto giusto pensando che non è affatto difficile credere alla storia semi-fantasiosa su come win butler si sarebbe innamorato di lei - semplicemente, dopo averla vista cantare in un concerto jazz all'università di montreal - quand'ecco che sento qualcosa di umido e caldo rotolarmi giù per le guance.
mi avevano avvertito che questa canzone costituisce uno dei momenti più emozionanti dei live degli arcade fire; ma non immaginavo che l'avrei vissuta in modo tanto intenso da ritrovarmi addirittura a piangere.
il fatto è che haiti, dal vivo, è una vera meraviglia.
un concentrato di poesia innocenza passione dolore bellezza entusiasmo, così puro e pulsante e sincero da ferirti il cuore - e travolgerti di gioia, nonostante tutto.
l'essenza di ciò che è la musica degli arcade fire, per me.
per il resto, un'infinità di immagini da custodire nella memoria - ricordi che nel tempo che passa diventano sempre più luminosi e sorridenti.
la lunga fila davanti all'olympia - senza ombrello, sotto una pioggia battente - solo il povero cappello svedese a proteggermi dall'altrimenti inevitabile inzuppamento totale. la trasferta parigina è stata inaspettatamente provante, per lui.
i bagarini alla disperata ricerca di biglietti da comprare.
velluto rosso ovunque.
il merchandising degli arcade fire che si conferma tra i più brutti della storia - all'incirca.
l'emozione nel salire le scale della sala concerti.
decidere che i malajube sono un gruppo un pochino emo-prog.
la delusione per il live delle electrelane.
e poi, finalmente, gli arcade fire che fanno il loro ingresso sul palco.
è stato un concerto molto bello e intenso. ma nervoso e teso, anche.
canzone dopo canzone appare evidente che win butler è un po' giù di voce, e la cosa si nota in particolare in certi passaggi di my body is a cage.
tra ocean of noise e tunnels, poi, jeremy gara ha una specie di attacco d'ansia, e si rifugia nel backstage. tutti quanti sono visibilmente preoccupati. win corre a sua volta dietro le quinte, e torna poco dopo spiegando che he's lying on his back with an oxygen mask on.
jeremy sarà nuovamente assieme al gruppo per i bis, ma nel frattempo la scaletta subisce delle variazioni: doveva essere così ed è stata cosà.
come se non bastasse, il live viene ripreso dalle telecamere di canal+, per uno special televisivo che potrebbe anche diventare un dvd: riusciamo a contare almeno sei cameramen, intorno alla band e davanti alle transenne.
win butler esplode alla fine di windowsill - un momento abbastanza appropriato, direi - e sfoga tutta la sua frustrazione fracassando la chitarra acustica contro un amplificatore. il gesto mi lascia inizialmente molto perplessa, per usare un eufemismo; ma col senno di poi è più che comprensibile, tutto sommato.
infatti un paio di giorni dopo, com'è noto, il gruppo sarà costretto ad annullare le ultime nove date del tour europeo proprio per i problemi di salute di win - che nel suo diario online scrive un post intitolato, non a caso, heavy heart.
così, niente monaco e niente colonia nemmeno per me.
e non è cosa buona.
perché - ci credereste? - mi è venuta un'insana voglia di andare a new york.
* il microlive per la blogothèque, scaricabile qui e qui. breve ma splendido
* per chi vuole, qualche mio filmatino estremamente artigianale, qui
* la registrazione del concerto del venti marzo all'olympia sarà trasmessa da canal+ il prossimo cinque aprile, a partire dalle ventitré e trenta. chi è abbonato non se la perda! se poi fosse così gentile da registrarla, trasformarla in un file .avi e uploadarla da qualche parte - ecco, gliene saremmo eternamente grati
* bonus: calexico - ocean of noise (live) [via]
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