23.7.07::..
mi ricordo che sulle prime, la scorsa estate, mi sentii un po' perplessa.
non è che mi aspettassi qualcosa di preciso - un'immagine ben definita, dei colori decisi e riconoscibili. ma qualunque cosa avessi in mente, era senza dubbio diversa dai continui sputi per terra; dalle decine e decine di lattine di birra nei carrelli del supermercato; dai rutti liberi; dai rifiuti disseminati con assoluta naturalezza per prati e ruscelli; e così via.
poi, d'un tratto, finalmente la vidi; la poesia. quel genere di poesia intensa e sporca e concreta e vivida - quella delle sbronze di primo mattino, delle occhiaie e dei piedi gonfi, dei vestiti intrisi di polvere e del trucco semidisfatto, dei visi sbattutti - bellezza maltrattata, ma che non perde nemmeno un briciolo della sua ingenua luminosità.
com'era inevitabile - come succede a tutti, credo - me ne innamorai.
e quasi un anno dopo, eccomi qui, che parto di nuovo.
ci risentiamo ad agosto, direi.
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